lunedì 22 ottobre 2012

Restare a galla nell'Acqua Buia è uno sporco lavoro

Quarta di copertina: 


Sue Ellen ha sempre saputo che May Lynn sognava di diventare una star del cinema. Quando la ritrova annegata nel fiume Sabine, con i piedi legati a una macchina da cucire, decide con i suoi amici Terry e Jinx di bruciare il corpo e portare le ceneri fino a Hollywood. Un sogno forse irrealizzabile, ma che diventa realtà quando Sue Ellen e i suoi amici - un ragazzo bianco che tutti sospettano di omosessualità e una ragazza nera dalla lingua troppo lunga - scoprono nel diario di May Lynn una mappa che li porta a dissotterrare un bel pò di soldi, più che sufficienti a pagarsi il viaggio fino alla Mecca del cinema, ma anche ad attirare le attenzioni di parecchia gente. Comincia così per i tre ragazzi una fuga a rotta di collo nel Texas degli anni Trenta, così caro a Joe Lansdale. Mentre sulle loro tracce, si staglia l'ombra di Skunk, un assassino spietato che vive nei boschi e taglia le mani alle sue vittime, avvolto nella leggenda eppure pericolamente reale. 

Titolo: Acqua Buia
Titolo originale: Edge of Dark Water
Autore: Joe R. Lansdale
Editore: Einaudi
Prezzo: 18,50 euro
Pagine: 331

Recensione: Restare a galla nell'Acqua Buia è uno sporco lavoro

Ho letto la maggior parte dei libri di Lansdale, potete considerarmi una sua lettrice. Nonostante questo trovo difficile catalogare l'autore in un genere, il suo è il genere Lansdale. 
L'ultimo libro "Acqua Buia" è diverso da tutti gli altri anche se l'ambientazione è cara all'autore, il Texas degli anni Trenta. 
Le prime sessanta pagine sono un lento affogare nell'acqua buia del Sabine, nella vita di stenti di chi ha la sfortuna di essere adolescente in quegli anni. Che tu sia nero o bianco il mondo è crudele, la famiglia non ti protegge, più che altro vieni messo al mondo e poi lasciato alla tua capacità di sopravvivere. 
Sue Ellen è una ragazzina sveglia, capace di tenere a bada gli istinti del patrigno con un bastone di legno ogni volta che rincasa per andare a dormire. I padri sono padroni, mariti violenti e la madre di Sue Ellen preferisce stordirsi che lottare per vivere. 
Se sei bianco riesci a cavartela meglio, ma solo se non sei un ragazzino omosessuale come Terry. Per Jinx, donna, nera e con la voglia di dire sempre la sua, restare in vita è pura casualità. 
Lansdale dipinge questo mondo con estrema cura e con il suo inconfondibile stile. E' un autore capace di lasciarti senza parole con una metafora. Sono abituata alle sue crude realtà ma le prime sessanta pagine sono state dure anche per me, come se affogassi a colpi di bastone. 
Poi la storia prende inizio. Sue Ellen e i suoi amici decidono di fuggire da una breve vita di stenti e di cercarsi il loro futuro a Hollywood, hanno trovato un bel pò di soldi e tutto sembra più facile. 
La madre decide di darsi una vera opportunità e segue la figlia, lontano dalle botte del marito e lontano dal toccasana che le faceva sopportare una vita senza speranza. 
Ed è qui che anche il lettore comincia a vedere una possibilità di fuga dal Texas di quegli anni. Non è certo un bel posto dove stare. 
Fuggono sul fiume, il mezzo più veloce per scappare è navigare. Ma i soldi che hanno preso, benchè frutto di una rapina commessa dal fratello morto della loro amica morta May Lynn, fanno gola a tutti. C'è chi li insegue personalmente e chi assolda un assassino. E compare nella narrazione la figura di Skunk. Una leggenda che diventa realtà man mano che la distanza fra i fuggiaschi e il killer si riduce. 
Molte dicerie si rincorrono su Skunk, sono tutte terribili e sono tutte vere. 
Non vorrei svelarvi il finale anche se è lì che la storia mi ha un pò deluso. I protagonisti riescono ad emergere dalle loro acque buie e Skunk diventa solo una leggenda. 
E' un libro ben scritto, e come potrebbe essere altrimenti visto che è di Lansdale, ma rispetto ad altri suoi libri mi ha coinvolto meno.