giovedì 20 dicembre 2012

Recensione Delirium di Lauren Oliver. Non voglio essere curata!



RECENSIONE:

Ho finito di leggere Delirium di Lauren Oliver, edito in Italia da Piemme FREEWay, ieri sera e la prima cosa che ho fatto appena voltata l'ultima pagina, è stata cercare su Google il seguito: Pandemonium, per scoprire che ancora non è stato tradotto. Avevo letto alcune recensioni su questo libro, in particolare sul blog The Secret Door, ma presa dalla trama, dev'essermi sfuggito questo piccolo particolare *affonda la faccia nelle mani e sospira di delusione*. 
Non sono mai stata una lettrice del genere distopico, ma mi sono recentemente appassionata alla declinazione young adult, dopo la lettura di Matched e Crossed di Ally Condie. Ho paura che possa diventare un vizio difficile da perdere :D
Delirium mi ha lasciato perplessa durante le prime pagine e poi mi ha afferrato e gettata in mezzo ad una Portland abitata da spettri vestiti da essere umani, senza sentimenti. 
L'idea dell'amore considerato come la peggior malattia che l'uomo possa contrarre è geniale, ma richiede al lettore un grosso sforzo iniziale. E' difficile da credere e la sospensione d'incredulità che sta alla base di ogni buona storia tarda ad arrivare. 
Nelle prime pagine sono stata affascinata dalle citazioni di libri, Bibbia, studi filosofici, filastrocche per bambini che l'autrice ha riscritto in chiave Delirium. La Oliver crea fin da subito i presupposti per far capire al lettore in che mondo è finito e sceglie d'iniziare dal background culturale, spiegando che cos'è il Libro di Sssh, ovvero Manuale di sicurezza, salute e soddisfazione, ma anche un suono onomatopeico impossibile da non cogliere. 
L'amore è male, l'amore è malattia, l'amore è  Delirium amoris nervosum.
Delle tante citazioni con cui l'autrice comincia ogni capitolo, quella che mi ha più colpito è questa filastrocca per bambini, fa capire bene come sia radicata la paura di beccarsi l'amore:



"Mamma, mamma, riportami a casa
Son persa nel bosco e son spaventata
Un lupo mannaro mi ha già trovato
Mi ha mostrato i denti e mi ha sbudellato

Mamma, mamma, riportami a casa,
Son persa nei boschi, son terrorizzata
Mi ha fermato un vampiro, vecchio e schifoso

Mi ha mostrato i denti e il collo mi ha morso Mamma, mamma, mettimi a letto
Ho incontrato un Invalido e per suo diletto Mi ha fatto un sorriso e colpito al cuore

Io non ce la faccio, muoio di dolore".

Da Il ritorno a casa di una bambina in Filastrocche e racconti

popolari, raccolte da Cory Levinson 


 Estratto da Delirium, L. Oliver, Piemme Editore.

Così l'incredibile diventa credibile, ho accettato come lettrice il famoso patto della sospensione d'incredulità e mi sono innamorata del libro. Avete capito bene, mi sono beccata il Delirium :D

La seconda cosa che all'inizio mi ha fatto titubare e poi mi ha conquistata è stata la costruzione del personaggio protagonista, Lena. E' una ragazza anonima, non troppo bella, non troppo alta, non troppo niente. Lena è la mediocrità fatta personaggio, è assolutamente osservante delle regole e un pò noiosetta, l'unica scossa di energia arriva dall'amica del cuore Hana, bella, ricca e ribelle. E' difficile immedesimarsi nella mediocrità e trovarla interessante, ma faceva parte dei piani della Oliver, perchè quando Lena incontra Alex, tutto cambia. Essere amata la rende speciale ed amare la fa diventare unica. 
Così l'autrice ci fa innamorare di Lena che si trasforma completamente come il bruco in farfalla, e che dire di Alex? Impossibile non adorarlo, così ribelle e pronto a tutto per la sua Lena. 
Alex rompe il velo di conformità sociale che oscura la mente e gli occhi di Lena, le insegna a provare emozioni, a sentirsi importante. 
Lena si "ammala" e ama Alex, di nascosto. 
Lena scopre terribili verità sul suo passato e il mondo in cui ha vissuto si rivela per quello che è, una grande bugia. 
Con la consapevolezza arriva la voglia di salvarsi dalla cura, l'operazione che la renderà libera dal Delirium, e la fuga è l'unica salvezza. 
Non voglio dire di più per non rovinare questa bellissima lettura a chi ancora deve gustarsela. Dico solo che la Oliver riesce a descrivere il più bel primo bacio che ricordi di aver letto, e che alla fine non ho pianto come mi aspettavo, almeno da un certo momento del libro in poi, ero arrabbiata nera. 
Non si fà, non si lascia un lettore così!
Il finale mozza il fiato e non si può far a meno di pensare: ne voglio ancoraaaa!!!
Attendere Pandemoniunm sarà durissima. 
Consiglio questo libro, è una lettura travolgente. Ma a vostro rischio e pericolo, il Delirium è in agguato :D