lunedì 19 novembre 2012

Breaking Dawn parte 2

Sò che ormai è stato detto tutto e forse anche di più sulla seconda parte di Breaking Dawn, ma io sono andata a vederlo ieri sera e non potevo sopprimere la voglia di scrivere questo post. 
Ho aspettato fino a che ho potuto, volevo vedere la fine della mia saga preferita in assoluta tranquillità ma poi ho ceduto e mi sono buttata nella mischia, accettabile, del primo spettacolo della domenica sera. 
Dopo tante delusioni, il primo e il secondo film in particolare, la saga di Twilight ha trovato giustizia anche nella pellicola. Il Regista Bill Condon sembra amare i libri della Meyer ed è riuscito a bilanciare emozione, azione, caratterizzazione dei tanti personaggi che affollano la fine della saga. 
Non posso dire che fosse uguale al libro e sono contenta di non poterlo dire. 
Cinema e letteratura sono due cose diverse e devono restare distinte, ma certo è un adattamento convincente che non fa rimpiangere di aver pagato il biglietto come mi è successo per twilight e new moon. 
La scelta dei testimoni vampiri è giusta sia a livello di casting che di effetti speciali, bravissima la bambina che interpreta Reneesme. 
Riassaporando la fine di questa bellissima storia sul grande schermo sono tornata a casa con la voglia di rileggere la saga, sarebbe la quarta volta per me, ma non sò come riesce a non stancarmi. 
La Meyer è riuscita a chiudere la serie in un crescendo narrativo che non è affatto scontato, anche se il moto poco velato di delusione che ha attraversato la sala quando si sono resi conto che la battaglia è una visione di Alice mi ha fatto venire dei dubbi, ma il libro non l'hanno letto?
La fine che si riallaccia alle ultime parole del libro è un delicato omaggio ai milioni di lettori che hanno amato twilight e che ho apprezzato tantissimo. 
Insomma sono contenta che, anche al cinema, questa storia abbia trovato giustizia :D
Questa saga, la magia dei suoi personaggi e la forza che ha nel coinvolgere lettori e spettatori mi fa ricordare perchè amo scrivere. 
Certo di Meyer ne nasce una al secolo forse, lei è stata capace di dar vita ad un genere, ma la forza della sua storia, per chi scrive, è sicuramente un esempio.