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lunedì 25 febbraio 2013

Anteprima Giunti Y : Hybrid, quel che resta di me

Ed eccola finalmente, la copertina di Hybrid, la novità Giunti Y in uscita in tutte le librerie italiane il 6 marzo. Non vedo l'ora di stringere fra le mie manine questo libro e spero che il mio entusiasmo vi contagi, ma ovvio devo dirvi qualcosa in più!



Titolo: Hybrid
Autrice: Kat Zhang
Pagine: 416
Prezzo: 14,50 euro
Dimesioni: 12,5x18 cm
Copertina: Cartonato con sovraccoperta
Uscita: 6 Marzo 2013
Isbn: 9788809770744
Disponibile in ebook
TRAMA:
NON DOVREI PIU’ ESISTERE MA SONO ANCORA QUI.
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere.
Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua se­conda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra par­te di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra.
Nonostante tutti i tentativi per difende­re e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.

Adesso cosa ne pensate?
Quando Giunti Y ha anticipato l'argomento trattato da questo distopico ho saltato sulla sedia e spero che non mi deluda perchè l'idea è davvero originale e mi piace molto. 
Ma voglio dirvi qualcosa in più sull'autrice:

Kat Zhang, poco più che ventenne, è nata in Texas, studia medicina ed è sino-americana.
Questo è il suo esordio e si svilupperà in una trilogia.

Se siete curiosi di conoscere questa promettente esordiente questo è il link al sito dell’autrice: http://www.katzhangwriter.com/Home.html e alla pagina Facebook: http://www.facebook.com/katzhangwriter?ref=ts&fref=ts 
Il link del libro su Giunti Store: http://www.giuntistore.it/customer/product.php?productid=17664

Ma le sorprese non finiscono qui, il 7 marzo Giunti Y farà partire la nuova iniziativa per ampliare il team degli Y Ambassador, prestissimo i dettagli sul Blog Y.
E allora in bocca al lupo a tutti, vi assicuro che è una bellissima esperienza!! 
Ma per me le sorprese non finiscono qui. 
Insieme alla cover ho ricevuto le prime pagine di Hybrid, le leggerò al più presto e vi dirò che cosa ne penso. 
Nel frattempo vi lascio con il prologo:

Prologo 
<<Io e Addie siamo nate nello stesso corpo. Le dita spettrali delle nostre anime erano strettamente intrecciate prima ancora che cominciassimo a respirare. I primi anni in- sieme sono stati anche i più felici. Poi sono cominciate le preoccupazioni, le labbra strette dei nostri genitori, le fronti corrugate delle insegnanti della scuola materna, le domande che tutti pronunciavano a mezza voce quando pensavano che non stessimo ascoltando.
«Perché non cominciano a stabilizzarsi?» Stabilizzarsi.
Cercavamo di formare quella parola nella nostra boc-

ca di bimbe di cinque anni, provandola sulla lingua. Sta-bi-li-za-ssi.
Sapevamo cosa voleva dire. Più o meno. Significava

che una di noi due doveva assumere il controllo. Signifi- cava che l’altra doveva sparire. Adesso so che è molto più di questo, ma a cinque anni io e Addie eravamo ancora ingenue, inconsapevoli.
Quella patina d’innocenza cominciò a sgretolarsi al
primo anno delle elementari. Fu la nostra consulente scolastica dai capelli grigi a scalfirla.
«Sapete, care, stabilizzarsi non è una cosa di cui aver paura» ci disse mentre osservavamo le sue labbra sottili dipinte di rosso. «Forse può sembrarvi così adesso, ma capita a tutti. L’anima recessiva, che sia l’una o l’altra, si addormenta e basta.»
Tralasciò di dirci chi pensava sarebbe sopravvissuta tra noi due. Non ce n’era bisogno. In prima elementare tutti erano certi che fosse Addie l’anima dominante. Riusciva a farci andare a sinistra quando io volevo andare a destra, si rifiutava di aprire la bocca quando io volevo mangiare, urlava «No», anche se io avrei voluto disperatamente dire «Sì». Riusciva a farlo senza sforzo e più il tempo passava più diventavo debole, mentre il suo controllo aumentava.
Ma a volte riuscivo ancora a impormi... e lo facevo. Quando la mamma ci chiedeva com’era andata la gior- nata, io raccoglievo tutte le forze per raccontare la mia versione dei fatti. Quando giocavamo a nascondino, io insistevo perché ci accucciassimo dietro una siepe an- ziché correre a fare tana-libera-tutti. A otto anni diedi uno strattone mentre portavamo il caffè a papà. Abbiamo ancora sulle mani le cicatrici di quelle ustioni.
Più sentivo la mia forza affievolirsi, più mi ostinavo, in una lotta sempre più violenta, cercando di convincermi che non sarei scomparsa. Addie mi odiava per questo, ma io non potevo farne a meno. Ricordavo la libertà di un
tempo... mai completa, naturalmente. Ma potevo chiede- re alla mamma un bicchiere d’acqua, un bacio dopo una caduta, un abbraccio.
Finiscila, Eva, urlava Addie ogni volta che litigavamo. Finiscila e basta. Vattene.
E per molto tempo ho creduto che, un giorno, l’avrei fatto.
A sei anni ci portarono per la prima volta da uno spe- cialista. Gli specialisti erano molto più pressanti della con- sulente scolastica. Gli specialisti ci sottoponevano ai loro insulsi test, alle loro insulse domande e ci facevano pagare parcelle tutt’altro che insulse. Quando i nostri fratellini raggiunsero l’età della stabilizzazione, io e Addie eravamo già state da due terapeuti e avevamo provato quattro di- versi tipi di cure, con lo scopo di favorire ciò che la natura avrebbe già dovuto fare: sbarazzarsi dell’anima recessiva.
Sbarazzarsi di me.
I nostri genitori sembrarono incredibilmente sollevati quando le mie irruzioni diminuirono, quando i dottori cominciarono a presentar loro prognosi positive. Cerca- rono di tenercelo nascosto, ma noi li sentimmo pronun- ciare i loro «finalmente», accompagnati da grandi sospiri, fuori dalla porta della nostra stanza, ore dopo averci dato il bacio della buonanotte. Per anni eravamo state la spina nel fianco del quartiere, lo sporco, piccolo segreto, non così segreto: le bambine che non volevano stabilizzarsi.
Nessuno sapeva che, nel cuore della notte, Addie mi
lasciava uscire e camminare per la stanza, toccare i vetri freddi della finestra e piangere le mie lacrime con le ul- time forze che mi rimanevano.
Mi dispiace, sussurrava lei. E sapevo che era sincera, nonostante tutto quello che poteva avermi detto in pas- sato. Ma questo non cambiava nulla.
Ero terrorizzata. Avevo undici anni e anche se mi ero sentita ripetere da sempre che era del tutto naturale che l’anima recessiva svanisse, io non volevo andarmene. Volevo vedere altre ventimila albe, vivere altre tremila giornate d’estate in piscina, sotto il calore del sole. Vole- vo sapere cosa si provava a dare il primo bacio. Le altre anime recessive erano state fortunate a svanire verso i quattro o cinque anni. Sapevano meno.
Forse per questo le cose sono andate diversamente. Volevo disperatamente vivere. Mi sono rifiutata di cedere. Non sono mai svanita del tutto.
Persi ogni controllo sui movimenti, è vero, ma rimasi: intrappolata nella testa di Addie, paralizzata. Potevo solo guardare e ascoltare.
Non lo sapeva nessuno a parte me e Addie, e lei non aveva nessuna intenzione di dirlo in giro. Ma sapevamo anche cosa toccava ai ragazzi che non si stabilizzavano, che diventavano ibridi. Eravamo perseguitate dalle im- magini degli istituti in cui venivano rinchiusi per non fare più ritorno.
Alla fine i dottori ci dichiararono guarite. La consu-
lente scolastica si congedò da noi con un lieve sorriso compiaciuto. I nostri genitori erano in estasi. Imballarono tutto e ci portarono a quattro ore di macchina, in un altro stato, in un nuovo quartiere, dove nessuno sapesse nulla di noi e dove avremmo potuto essere qualcosa di più che la “famiglia con la bambina strana”.
Ricordo di aver visto la nuova casa per la prima volta dal finestrino della macchina, oltre la testa del nostro fratellino: una piccola villetta color bianco sporco con il tetto dalle scandole scure. Lyle pianse quando la vide così vecchia e malmessa, con il giardino soffocato dal- le erbacce. Nel trambusto che ne seguì, mentre i nostri genitori cercavano di calmarlo, occupandosi allo stesso tempo di scaricare il camion dei traslochi e trascinare dentro i bagagli, io e Addie restammo sole un momento, un minuto intero fuori, al freddo invernale, a respirare l’aria gelida.
Dopo tanti anni le cose si erano finalmente aggiusta- te. I nostri genitori potevano di nuovo guardare la gente negli occhi e Lyle poteva di nuovo uscire con Addie in pubblico. Ci inserirono in una classe di seconda media in cui nessuno sapeva degli anni che avevamo passato a dividerci lo stesso banco, strette e scomode, desiderando solo che nessuno si accorgesse di nulla.
Potevano essere una famiglia normale, con preoccu- pazioni normali. Potevano essere felici.
Loro.
Ma non si rendevano conto che non c’erano solo loro. C’era ancora un noi.
Io ero sempre lì.
«Addie ed Eva, Eva e Addie» cantilenava la mamma quando eravamo piccole, prendendoci in braccio e facen- doci volteggiare per aria. «Le mie bambine.»
Adesso, quando aiutavamo a preparare la cena, papà chiedeva soltanto: «Addie, cosa ti piacerebbe mangiare stasera?».
Nessuno usava più il mio nome. Addie ed Eva, Eva e Addie non esistevano più. C’era solo Addie, Addie, Addie.
Una bambina, non due.>>

Che ne pensate?
 


 

giovedì 24 gennaio 2013

Recensione: Il Bacio della Morte di Marta Palazzesi, Giunti Y



RECENSIONE:

Ok Marta, sono decisamente arrabbiata!!! :D
Lo sò che non s'inizia una recensione così e mi merito ogni maledizione che vi passerà per la mente, ma immaginate per un secondo di immergervi in una storia bellissima di azione, romanticismo e ironia, tutto sapientemente dosato e ... sul più bello: fine! Ora la mia domanda è: quando potrò leggere il seguito??
Adesso che mi sono sfogata, vi parlerò del libro.

Il Bacio della Morte, esordio dell'autrice Marta Palazzesi, edito da Giunti Y, è l'esempio di come il Made in Italy abbia una marcia in più. Non voglio essere fraintesa, la mia non è una sviolinata, ho atteso questo libro dal momento dell'anteprima e non ha tradito le mie aspettative. 
Finalmente un'autrice italiana che scrive una storia ambientata in Romania, di genere YA e che non ha davvero niente da invidiare alle migliori saghe nate negli Usa. 
La storia è originale, una ventata di freschezza, è facile rendersene conto leggendo la trama, ma è lo stile che mi ha colpito. Marta Palazzesi è leggera, ironica, appassionata, padrona della sua scrittura. Il suo è un esordio in grande stile, concedetemi il gioco di parole, tanto che non sembra un esordio. 
Nel libro non c'è mai un momento in cui la narrazione si affievolisce o stanca, si legge senza interruzioni, la storia non ne concede e lo stile neppure. L'unico difetto è che finisce presto! E' facile leggere cento pagine per volta senza rendersene conto!
I personaggi sono ben construiti, emergono dalle pagine e ti accompagnano fino alla fine. E' uno di quei libri in cui è difficile non diventare funs della protagonista Thea Anderson e non innamorarsi di uno dei tanti protagonisti maschili; c'è l'imbarazzo della scelta, la mia è sicuramente Damian. Ma andiamo con ordine.
Thea è speciale, una protagonista dotata d'ironia, coraggio e una lingua lunga che fa sorridere. Iniziare a leggere il libro e tifare per Thea è una cosa sola, devo dire che quando l'ho finito ho sentito un vuoto, quel vuoto che lasciano i personaggi che ti entrano nel cuore. A rendere Thea ancora più vera è la sua fragilità dettata dal brutto rapporto che ha con il padre e dall'assenza della madre, fragilità che cela dietro un orgoglio di ferro e una caparbietà unica. 
Alex, principe Russo, dotato del potere della guarigione, è bello, ricco, dal passato doloroso, ma principalmente è uno che con le donne non perde tempo, anche se ... trova in Thea il suo tallone d'Achille. 
Damian è il mistero, appare nella narrazione all'improvviso e cambia le regole del gioco e la nostra Thea. Due occhi verdi profondi che nascondono un oscuro passato, un combattente nato, fisico da capogiro ... che dite basta? Secondo l'autrice no, perchè è anche dotato di poteri superiori a tutti gli altri: riesce a creare i sogni, come Thea, è inoltre dotato del potere della compulsione ed è un Succubo, capace di togliere la vita con un bacio. 
Ed ecco dove volevo arrivare.
Chi di voi si è chiesto il perchè di questo titolo: il bacio della morte?
Tranquilli, non lo svelerò, dovete leggerlo per saperlo, ma lo scoprirete. Di baci ce ne sono :D ma la risposta non è banale, e anche in questo l'autrice ha dato prova del suo talento. 
Come avrete capito, l'amore è uno dei motori della narrazione, ma non è mai troppo cerebrale anche se i protagonisti sono per la maggior parte diciottenni. E' un aspetto che ho molto apprezzato, Thea vive le sue passioni senza interiorizzarle in drammi. Anche se, sapere cosa succederà tra Thea, Damian e Alex spinge a voltare pagina alla velocità massima consentita; l'amore non è il fulcro della storia. C'è molta azione e ho l'impressione che la situazione ha appena iniziato a scaldarsi. 
Insomma, è chiaro, questo libro mi è piaciuto. 
Il Bacio della Morte è uno di quei libri trasversali che riesce a coinvolgere nella narrazione amanti del genere e anche chi non legge da quando l'insegnante delle medie gli ha assegnato l'ultima lettura obbligatoria. E' un viaggio unico, quando sali a bordo non puoi che lasciarti trasportare fino a fine corsa :D
Per quanto riguarda me, ho provato la stessa euforia/coinvolgimento di quando ho letto Twilight - non voglio fare paragoni di stile e/o storia, ma è la mia serie prima e preferita - perciò questo libro si merita il massimo: 5 gatti neri.
Inutile dire che lo consiglio, è una storia che non potete perdervi. La serie, La Casa dei Demoni, promette di regalarci dei bellissimi libri.    

    
           

sabato 19 gennaio 2013

Recensione La Stella Nera di New York di Libba Bray



RECENSIONE:

La Stella Nera di New York, primo libro della serie The Diviners, edito in Italia da Fazi Editore mi ha lasciato senza parole. Libba Bray è un'autrice nuova per me, nel senso che non avevo letto niente di suo ancora, ed è un'autrice con la A maiuscola. 
Il libro non è facile, all'inizio mi sono sentita disorientata dai tanti personaggi che vengono messi in ballo nella narrazione, ma ero anche troppo affascinata dall'ambientazione di una New York anni '20 per potermene separare. 
E' la prima volta che mi capita di leggere un libro in cui la protagonista, Evie O'Neil non è la star del romanzo. Mi spiego meglio. Evie è la protagonista, è il motore della narrazione, è la sua intraprendenza di donna in anni in cui le donne iniziavano a contare qualcosa che ci fa scoprire la verità. E' Evie che corre il rischio di morire per risolvere il mistero, ma ci sono tanti personaggi di contorno così ben costruiti e affascinanti che il lettore ha l'imbarazzo della scelta. 
Io ho amato Sam Lloyd e la meravigliosa Theta, ognuno di loro ha un potere speciale e una storia alle spalle che non è banale. Da autrice mi rendo conto di quale e quanto lavoro ha fatto la Bray per costruire così minuziosamente tante storie e per incastonarle come piccole pietre preziose all'interno della narrazione. Ogni volta che il romanzo va avanti viene tolto un velo e uno dei personaggi si mostra per quello che è stato, per il suo potere e il lettore cerca d'indovinare quale sarà il suo ruolo nella storia, ma vi assicuro che indovinare non è facile. 
Evie O'Neil legge il passato attraverso gli oggetti delle persone, Sam Lloyd è capace di passarti sotto il naso ed essere invisibile come il vento, Jericho è bello da morire e ... questo dovete leggerlo non posso dirvelo. Lo zio Will è un vero esperto di occulto e solo alla fine si scopre quante cose sà e quante ancora ne cela. 
Non sono stata soddisfatta del finale, perchè di fatto non c'è. Resta tutto in gioco. Del resto quando si parla di spiritualismo, religione, bestie bibliche e si vanno a scomodare i grandi poteri del mondo ultraterreno non è facile sapere quando e se ci si potrà fermare. 
La Stella Nera di New York è una lettura intensa, da fare piano, piano, perchè ci sono tante sfaccettature. L'ambientazione è fantastica e un lavoro storico incredibile, curatissimo. 
Il cattivo John Hobbes è davvero malvagio. Come potrei descriverlo ... avete presente quei personaggi cattivi che vengono raccontati quando si è bambini e che ci restano dentro le ossa anche da grandi? Per quanto nessuno, nemmeno io, lo ammetterebbe mai. Ecco questo è l'assassino con cui ha a che fare Evie O'Neil. La paura primordiale. La paura dello spirito.
Insomma se volete tuffarvi in questa lettura preparatevi ad emozioni forti, atmosfere ultranere e un thriller spirituale perchè è di fantasmi e anime che si parla. 
Non voglio svelarvi di più riguardo alla trama per non rovinare la lettura e perchè è talmente intrecciata e complessa che risulterebbe banale. Come si dice in questi casi è un libro che va letto :D Io lo consiglio. 

martedì 15 gennaio 2013

Il Bacio della Morte, la citazione della settimana aspettando l'uscita in libreria di domani 16 gennaio

E' di nuovo martedì e torna l'appuntamento con la rubrica

QUOTES YOUR LOVED BOOK

Questa settimana è dedicata a il Bacio della Morte, edito da Giunti nella collana Y in uscita domani, 16 gennaio, nelle librerie d'Italia e di cui aspetto trepidante la mia copia :D
Il Bacio della Morte è il primo libro della trilogia La Casa dei Demoni, esordio dell'autrice Marta Palazzesi che abbiamo imparato a conoscere in quest'ultimo mese, dall'annuncio dell'uscita del libro. 
Per chi se lo fosse perso:
QUI l'intervista all'autrice
QUI le info generali sull'anteprima del libro
QUI la scheda del libro
QUI il bellissimo booktrailer

La citazione proviene dall'ultimo estratto regalo in anteprima che l'autrice Marta Palazzesi ci ha fatto attraverso la sua pagina facebook e il suo blog.
Questa è la bellissima cover del libro 
 Ve lo lascerete scappare?
Io di certo no :D
non vedo l'ora d'iniziarne la lettura.  

martedì 1 gennaio 2013

La stella nera di New York, la citazione della settimana




Oggi è il primo dell'anno, il 2013 è carico di novità e aspettative, almeno per quanto mi riguarda *alza gli occhi al cielo e pensa che è sempre bene tentare d'iniziare con il piede giusto*; ma è anche martedì, il giorno dell'appuntamento settimanale con la rubrica 

QUOTES YOUR LOVED BOOK

La citazione con cui ho deciso d'iniziare il 2013 è tratta dalla mia attuale lettura "La Stella Nera di New York" di Libba Bray, edito in Italia da Fazi Editore. Sono molti i passaggi che ho sottolineato nel libro e sono stata indecisa su quale condividere. 
Quello della Bray è un libro che nelle prime pagine ho pensato di abbandonare per i tanti personaggi che creavano cunfusione, per lo stile denso della Bray, ma poi ... ve ne parlerò meglio nella mia recensione, a breve. 
Alla fine ho scelto questa citazione come buon auspicio per il 2013 e per spronarmi un pò. Per ricordare che scrivere è continuare a provarci, scrivere è dare la caccia alle parole e alle storie, scrivere è far parte di un cambiamento: quello che avviene mentre crei una storia e quello che regali al lettore :D o almeno così dovrebbe essere.
Voi che ne pensate?
Avete già letto La Stella Nera di New York?
E' nella vostra lista letture?

sabato 29 dicembre 2012

Anteprime: l'anno del serpente di Giunti Y

Nasce la sezione Anteprime del blog, dove potrete trovare tutte le prossime uscite in libreria ed ogni altra news relativa alle anticipazioni libresce :D perchè, per fortuna, non si finisce mai di aspettare nuove bellissime storie!

 
Secondo l'astrologia cinese il Serpente è un animale saggio, intelligente e generoso. Tutte caratteristiche che si ritrovano anche nella Bibbia dov'è anche tentatore. 

Il 2013 è l'anno del Serpente e ne conosco uno che promette di farne vedere delle belle. Sì, è il serpentello della Collana Y che è pronto a regalarci un anno di novità e grandi emozioni libresce :D








Vi voglio ricordare che cosa ci aspetta a gennaio in libreria:


- il 16 gennaio “Il bacio della morte” di Marta Palazzesi


Lo aspetto da quando ho letto la trama QUI
E l'autrice Marta Palazzesi ha da poco condiviso il booktrailer del libro, non perdetevelo lo trovate su facebook QUI



- il 23 gennaio i quattro Y classici:

  “Romeo e Giulietta” di Shakespeare
  “Il rosso e il nero” di Stendhal
  “L’amante di Lady Chatterley” di Lawrence
  “La lettera scarlatta” di Hawthorne


Non vedo l'ora di vedere le cover di questi classici le prime uscite erano davvero stupende, le ricordate?




Quale vi piace di più?
Personalmente quelle che mi stuzzicano di più la lettura sono: "la coscienza di Zeno",  "il fu Mattia Pascal" e "il Piacere". Li ho letti, molti anni fà, ma i classici sembrano diversi se li leggi a diciassette anni, durante i venti o ai trenta. Credo che farò un ripasso!! :D
Bellissima anche la cover dei Malavoglia.

  - il 13 febbraio uscirà "Il Figlio", l'ultimo capitolo del ciclo di THE GIVER della grande Lois Lowry  
E il 2013, nell'anno del serpente, la Giunti Y ci fà uno dei ragali più attesi l'uscita della Lux Series di J.L. Armentrout, quanti aspettano di poterla leggere? Alzate la mano!!! *le mie sono tutte e due distese* :D

Ultima, ma solo in ordine di post, la pubblicazione dell’attesissimo "Goddess il destino della dea" di Josephine Angelini.
Ma le sorprese non finaranno qui, ne sono certa!!
Meglio prepararsi. 

Quale di queste prossime uscite aspettate con ansia?
  

mercoledì 26 dicembre 2012

Aspettando Pandemonium, Recensione di "Il veleno sulle labbra", L. Oliver




RECENSIONE

Dopo aver letto Delirium mi sono beccata il morbo Delirium amoris nervosum. I sintomi sono: rabbia incontrollata, vorace ricerca su Google di un seguito, sconforto, e quando mi ero rassegnata ad aspettare la primavera per leggere Pandemonium, che in Italia avrà il titolo di Chaos, ho trovato un'altra dose. Sì, lo sò, il termine non è appropriato ma mi sento un pò dipendente da questa storia e Hana, pubblicato in Italia da Piemme nella collana Shots con il titolo di Il veleno sulle labbra, è stata una boccata d'ossigeno. L'autrice Oliver ha lasciato i suoi poveri lettori con un finale che spezza il fiato e tra questi ci sono anch'io, perciò non voglio giudizi ;) ne avevo bisogno, per calmarmi in attesa di Pandemonium. 
Non capisco perchè abbiano cambiato il titolo da Hana a "Il veleno sulle labbra", questo breve racconto, sessanta pagine, è il punto di vista dell'amica di Lena, Hana. E personalmente l'avrei lasciato così.
Ripercorre parte della storia di Delirium, l'ultima ad essere precisa, il momento in cui le due amiche si allotanano e si vedono con occhi diversi. Hana ci porta dentro le feste proibite, nella sua doppia vita di "perfetta ricca" promessa al figlio del sindaco e ribelle nottambula alla scoperta dell'amore. Hana mostra una seconda faccia dell'amore adolescenziale, la delusione e l'illusione. Hana è un'amica che ha tutto ma invidia Lena. Sono rimasta sorpresa perchè Lena è l'immagine della mediocrità ma anche Hana si accorgerà del suo cambiamento, di quanto l'amore rede Lena speciale. 
In "Il veleno sulle labbra" la Oliver esplora a fondo il sentimento dell'amicizia tra donne, quel misto di amore e possessione, condito da un pizzico d'invidia quando le amiche non sono in armonia con le loro vite.   
Non è però un semplice racconto di corredo della storia, rivela una parte importante della trilogia, avevo pensato ad un tradimento mentre finivo Delirium, ma l'autrice era stata così evasiva che ho creduto fosse solo un mio macchinare tranelli, invece un fondo di verità c'era e viene svelato alla fine di Il Veleno sulle labbra. 
Non voglio dirvi di più perchè, com'è stato bello per me scoprirlo dalle parole della Oliver, voglio che lo sia anche per voi, cari lettori. Posso dire solo che ancora una volta la Oliver è riuscita a farmi spalancare occhi e bocca alla fine di questa lettura. 
In Hana ho avuto sempre di più la sensazione di essere dentro un film, il modo di scrivere e l'intreccio narrativo costruito dall'autrice sono molto cinematografici, a mio avviso. E' stato come avere una camera dolly e cambiare inquadratura, prima seguivo Lena e ora Hana, l'amica bionda e ribelle, per scoprire che essere belle e ricche a volte non è abbastanza ... 
Il veleno sulle labbra è come infilare le dita nella panna di una torta, una dolce sensazione, ma la torta ancora non c'è :D 
Pazienza Pandemonium arriverà presto!

    

giovedì 20 dicembre 2012

Recensione Delirium di Lauren Oliver. Non voglio essere curata!



RECENSIONE:

Ho finito di leggere Delirium di Lauren Oliver, edito in Italia da Piemme FREEWay, ieri sera e la prima cosa che ho fatto appena voltata l'ultima pagina, è stata cercare su Google il seguito: Pandemonium, per scoprire che ancora non è stato tradotto. Avevo letto alcune recensioni su questo libro, in particolare sul blog The Secret Door, ma presa dalla trama, dev'essermi sfuggito questo piccolo particolare *affonda la faccia nelle mani e sospira di delusione*. 
Non sono mai stata una lettrice del genere distopico, ma mi sono recentemente appassionata alla declinazione young adult, dopo la lettura di Matched e Crossed di Ally Condie. Ho paura che possa diventare un vizio difficile da perdere :D
Delirium mi ha lasciato perplessa durante le prime pagine e poi mi ha afferrato e gettata in mezzo ad una Portland abitata da spettri vestiti da essere umani, senza sentimenti. 
L'idea dell'amore considerato come la peggior malattia che l'uomo possa contrarre è geniale, ma richiede al lettore un grosso sforzo iniziale. E' difficile da credere e la sospensione d'incredulità che sta alla base di ogni buona storia tarda ad arrivare. 
Nelle prime pagine sono stata affascinata dalle citazioni di libri, Bibbia, studi filosofici, filastrocche per bambini che l'autrice ha riscritto in chiave Delirium. La Oliver crea fin da subito i presupposti per far capire al lettore in che mondo è finito e sceglie d'iniziare dal background culturale, spiegando che cos'è il Libro di Sssh, ovvero Manuale di sicurezza, salute e soddisfazione, ma anche un suono onomatopeico impossibile da non cogliere. 
L'amore è male, l'amore è malattia, l'amore è  Delirium amoris nervosum.
Delle tante citazioni con cui l'autrice comincia ogni capitolo, quella che mi ha più colpito è questa filastrocca per bambini, fa capire bene come sia radicata la paura di beccarsi l'amore:



"Mamma, mamma, riportami a casa
Son persa nel bosco e son spaventata
Un lupo mannaro mi ha già trovato
Mi ha mostrato i denti e mi ha sbudellato

Mamma, mamma, riportami a casa,
Son persa nei boschi, son terrorizzata
Mi ha fermato un vampiro, vecchio e schifoso

Mi ha mostrato i denti e il collo mi ha morso Mamma, mamma, mettimi a letto
Ho incontrato un Invalido e per suo diletto Mi ha fatto un sorriso e colpito al cuore

Io non ce la faccio, muoio di dolore".

Da Il ritorno a casa di una bambina in Filastrocche e racconti

popolari, raccolte da Cory Levinson 


 Estratto da Delirium, L. Oliver, Piemme Editore.

Così l'incredibile diventa credibile, ho accettato come lettrice il famoso patto della sospensione d'incredulità e mi sono innamorata del libro. Avete capito bene, mi sono beccata il Delirium :D

La seconda cosa che all'inizio mi ha fatto titubare e poi mi ha conquistata è stata la costruzione del personaggio protagonista, Lena. E' una ragazza anonima, non troppo bella, non troppo alta, non troppo niente. Lena è la mediocrità fatta personaggio, è assolutamente osservante delle regole e un pò noiosetta, l'unica scossa di energia arriva dall'amica del cuore Hana, bella, ricca e ribelle. E' difficile immedesimarsi nella mediocrità e trovarla interessante, ma faceva parte dei piani della Oliver, perchè quando Lena incontra Alex, tutto cambia. Essere amata la rende speciale ed amare la fa diventare unica. 
Così l'autrice ci fa innamorare di Lena che si trasforma completamente come il bruco in farfalla, e che dire di Alex? Impossibile non adorarlo, così ribelle e pronto a tutto per la sua Lena. 
Alex rompe il velo di conformità sociale che oscura la mente e gli occhi di Lena, le insegna a provare emozioni, a sentirsi importante. 
Lena si "ammala" e ama Alex, di nascosto. 
Lena scopre terribili verità sul suo passato e il mondo in cui ha vissuto si rivela per quello che è, una grande bugia. 
Con la consapevolezza arriva la voglia di salvarsi dalla cura, l'operazione che la renderà libera dal Delirium, e la fuga è l'unica salvezza. 
Non voglio dire di più per non rovinare questa bellissima lettura a chi ancora deve gustarsela. Dico solo che la Oliver riesce a descrivere il più bel primo bacio che ricordi di aver letto, e che alla fine non ho pianto come mi aspettavo, almeno da un certo momento del libro in poi, ero arrabbiata nera. 
Non si fà, non si lascia un lettore così!
Il finale mozza il fiato e non si può far a meno di pensare: ne voglio ancoraaaa!!!
Attendere Pandemoniunm sarà durissima. 
Consiglio questo libro, è una lettura travolgente. Ma a vostro rischio e pericolo, il Delirium è in agguato :D

 

martedì 18 dicembre 2012

Delirium, la citazione della settimana


Torna l'appuntamento con la rubrica  

QUOTES YOUR LOVED BOOK 


La scorsa settimana mi sono dimenticata di postarla e chiedo perdono. In realtà credo mi sia passato di mente perchè non avevo ancora trovato la citazione giusta.

In questi giorni sto leggendo Delirium di Lauren Oliver edito in Italia da Piemme Freeway, sono stata incuriosita dalla recensione che ho letto sul blog The Secret Door e poi l'ebook mi è arrivato grazie alla vittoria in un mini-contest e ho iniziato subito a leggere. 

Le prime pagine mi hanno lasciato perplessa ma poi mi sono lasciata trasportare in questa bellissima storia. Ancora non l'ho finito, anche se manca poco, sto cercando di gustarlo perchè è davvero una bella storia e perchè più vado avanti e più ho la sensazione che per leggere la fine avrò bisogno di tanti fazzoletti a portata di mano. 

martedì 4 dicembre 2012

Crossed, la citazione della settimana



 Ecco un nuovo appuntamento con la rubrica del martedì

QUOTES YOUR LOVED BOOK


Il libro di questa settimana è Crossed, di Ally Condie, Fazi Editore.

Ho già detto quanto mi è piaciuto il sequel di Matched nella recensione di qualche settimana fà QUI
e questo è l'estratto di un piccolo passaggio del libro che mi ha lasciato senza fiato. 
Ally Condie riesce a farmi spalancare la bocca per la sorpresa ad ogni incastro narrativo, in questa serie, e ogni tanto regala ai suoi lettori dei tesori. 

Trovo che questo passaggio sia di una forza e delicatezza unica e in più svela qualcosa della copertina del terzo libro Reached, Cassia in abito rosso. Ecco il perchè, lui l'ha dipinta così. 
Forse sono solo mie supposizioni, però un collegamento di sicuro c'è. 
Voi che cosa ne pensate?

giovedì 29 novembre 2012

Il Bacio della Morte, il video e la playlist ispiratrice







Cari Followers,
già ieri, appena letto il primo capitolo, mi è venuta voglia di divertirmi creando un video sul libro. Così oggi, quando ho letto sul Blog Y di Giunti l'elenco delle canzoni che hanno accompagnato l'autrice, Marta Palazzesi, nella stesura del primo capitolo della saga La Casa dei Demoni, non ho saputo resistere e mi sono messa a montare un piccolo fun trailer. 



Ecco la Playlist dell'autrice:




 Ascoltando e guardando i video su you tube, mi sono subito innamorata di "All i ever wanted" di The Airborne Toxic Event e l'ho scelta come sottofondo musicale del video che ho creato. 




Siete curiosi di vederlo?
E' sul mio canale YouTube, ma potete dare una sbirciatina anche qui:







Allora, che cosa ne pensate?


Ricordo a tutti che la Giunti sta cercando altri Y Ambassador QUI potete leggere come si fa per diventarlo e che domani sul Blog Y ci sarà un altro appuntamento del viaggio in anteprima nel mondo di Il Bacio della Morte.

mercoledì 28 novembre 2012

Il Bacio della Morte, il primo capitolo è già online

Sul blog Y della Giunti questa mattina è apparsa una bellissima sorpresa, la possibilità di scaricare e leggere il primo capitolo di "Il Bacio della Morte" di Marta Palazzesi. E appena l'ho visto non ho saputo resistere. Perciò, cari followers, queste sono le prime impressioni sull'incipit.

Il prologo è un salto dentro la vita di Thea, è scritto in prima persona e io adoro la prima persona, questa scelta permette al lettore di entrare subito in contatto con il personaggio principale. Che dire poi dello stile di scrittura, Marta Palazzesi è diretta, pulita, le parole scorrono velocissime e non è facile fermarsi, io l'ho fatto per necessità, il capitolo era finito :(
Thea è un personaggio intrigante che esce dalla pagina immediatamente, prende per mano il lettore e lo cattura. 
Ho amato immediatamente la sua natura ribelle, è un'adolescente arrabbiata e che mal controlla la rabbia ed è colpa dell'indifferenza del padre; mentre ama la madre se pur fragile. Ed è con la madre che notiamo il lato dolce, ma segreto, di Thea e possiamo vedere il suo potere, creare sogni e, se non ho immaginato male, anche incubi. La protagonista detesta il padre ma a un primo sguardo direi che gli assomiglia più di quanto non vorrebbe. A questo si aggiunge come Marta Palazzesi sia riuscita a descrivere in poche pagine l'intero mondo di Thea, dai palazzi gotici e immersi nelle foreste oscure della Romania, alla visione religiosa. Una novità per quanto ho letto fin'ora, Thea è mezzo demone certo, ma non crede ne in Dio ne nel Diavolo, e come potrebbe? Thea è un personaggio forte, ribelle che pensa con la sua testa e credo che ne vedremo, o meglio, ne leggeremo delle belle. 
La curiosità aumenta.