E' martedì e l'apputamento con la rubrica QUOTES YOUR LOVED BOOKS torna al suo giorno consueto, miei cari followers.
Come anticipato, la lettura di questo classico, 1984 di George Orwell, mi sta segnando e ho deciso di condividere una seconda citazione con voi. Il motivo è anche un altro: leggendo questo passaggio ho pensato quanto il libro di Orwell riesca a non tramontare. In 1984 c'è un Partito che governa ogni aspetto della società e ogni istante della vita dei cittadini. I cittadini sono privati della loro identità sociale e politica, umana. Sono ingranaggi del Partito e chi non lo è, fa parte di una massa indistinta che è quella dei Prolet, poveri eppure in numero e forza capace di sovvertire tutto, se solo prendessero coscienza della loro forza.
Così, mentre i Prolet ignorano la loro potenzialità e il Partito fa affari e tiene per i suoi membri più alti ed eletti ogni privilegio e prelibatezza - la cioccolata è razionata - pochi individui iniziano a pensare che non può andare avanti. Singoli che si avvicinano alla Fratellanza, ad un'idea di cambiamento che è diffusione di un pensiero: riappropriarsi della propria identità civile.
Sò che in questo blog parlo di libri, ma domenica andrò a votare e mi sento, per estensione ed esagerazione se volete, come Julia, una dei personaggi di 1984, cresciuta dentro la filosofia del Partito, senza conoscere un prima, senza conoscere una società libera e migliore. Io faccio parte di quella generazione figlia del ceto medio che è intrappolata in questi anni di crisi e precariato, di quei nati negli anni '80 a cui i genitori hanno cercato di dare un futuro con una bella laurea. E adesso quel nostro futuro è stato già venduto e si chiama debito pubblico, spread, disoccupazione. Eppure chi ha svenduto quel futuro continua a chiedere voti ai giovani italiani, colorandosi di bandiere nuove e vecchi propositi, proponendo ideali di destra e sinistra in cui non riesco più a notare differenze.
No, non ci sto più. Preferisco la Fratellanza, preferisco diffondere la conoscenza da individuo ad individuo.
Scusate se questo post è poco comprensibile, distante dagli argomenti che tratto di solito, non prendetela male, miei followers, è stato dettato dall'emozione di una lettura :D e da una campagna elettorale mediatica sterile e senza reali soluzioni a veri problemi che mi ha sfiancato.
Visualizzazione post con etichetta Orwell. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Orwell. Mostra tutti i post
martedì 19 febbraio 2013
martedì 29 gennaio 2013
1984, Orwell - la citazione della settimana
Buon martedì a tutti miei cari followers ^_^
come di consueto torna l'appuntamento con la rubrica da me arbitrariamente chiamata
QUOTES YOUR LOVED BOOK
e visto che in questi giorni sto leggendo il mio primo classico per la sfida di lettura organizzata dal blogger Matteo di Storie dentro Storie - siete ancora in tempo a partecipare se interessati ^_^ - ho deciso di regalarvi un assaggio.Contrariamente ai pregiudizi che avevo *chissà poi perchè, mah!* il libro di Orwell è una rivelazione. Ogni volta che lo leggo, non posso fare a meno di pensare allo scrittore e a come diavolo sia possibile. Lui ha immaginato tutto questo nel 1948!!!
Non riesco a capacitarmi!
Il titolo è l'inversione delle ultime due cifre dell'anno di stesura.
Direte voi: "è un classico, è l'eccellenza della scrittura" *se volete dire qualcos'altro, sentitevi liberi ;)*
Io rispondo: "certo, ma è ancora così attuale che è folgorante!"
Insomma mi piace, c'è solo un problema: ogni frase è da citazione, è ogni paragrafo apre un mondo di pensiero. La mia stabilità emotivo/mentale è a rischio e, l'unico modo di leggerlo è piano, piano. Aspettatevi altre citazioni.
Questa, per ora, dopo attenta analisi e qualche lancio di monetine, mi è sembrata la più adatta per presentarvi il libro.
1984 ha bisogno di presentazione?
Non credo :D
Voi l'avete letto?
Cosa ne pensate?
E' il "Grande Fratello" di tutti i distopici?
Etichette:
1984,
distopico,
Orwell,
quotes your loved book
Iscriviti a:
Post (Atom)










