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sabato 7 marzo 2015

Parola d'autore - Intervista a Chiara B. D'Oria - Lithium Saga

Cari Bloggalettori,
inauguro oggi Parola d'Autore uno spazio del blog che ospiterà interviste, o meglio, chiacchierate con gli autori in occasione di nuove uscite ma non solo. Sarà uno spazio per conoscere nuovi scrittori del mondo self e non, e per parlare con loro di scrittura e editoria. 
Iniziamo oggi con una giovane autrice Chiara B D'Oria che conoscerete per la sua Saga St Jillian, è già stato pubblicato su Amazon il primo libro Litium e oggi, 7 marzo, esce il secondo capitolo Iridium. La serie è stata scritta, fin'ora a quattro mani con Marika Cavaletto. 
Ma procediamo con ordine, prima vi presento il libro in uscita e poi conosceremo meglio l'autrice attraverso alcune domande.

Iridium - St. Jillian Saga #2



Titolo: Iridium (#2 St. Jillian Saga)
Autrici: Chiara B. D’Oria & Marika Cavaletto
Genere: Paranormal Romance
Codice ISBN: 9786050361407
Casa Editrice: Self-Publishing
Data di pubblicazione: 07 marzo 2015
Prezzo: 2.99 euro
Formato: Ebook e cartaceo (prossimamente)
Pagine: 349 (eBook) e 545 (cartaceo)
Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=hp5ekotDqMo



Trama:


Essere un cacciatore comporta l’abbandonare la tua vita perché quella degli altri, quella di coloro che devi salvare, è più importante. Essere cacciatore comporta scordarsi di se stessi e perdersi tra il sangue e le battaglie, aspettando con paura e speranza il giorno seguente. [...] È un mondo difficile quello che ci circonda e noi forse lo sappiamo fin troppo bene. Vieni travolto, scaraventato, schiacciato dalle responsabilità che questo incarico comporta e ben presto arriverà il momento in cui ti chiederai il perché. Perché proprio a me? E non avrai una risposta. Una risposta non c’è.

C’è un momento nella vita di ognuno di noi in cui ci si trova davanti a una scelta. 
Cosa fare. Dove andare. Chi abbandonare. 
C’è un momento nella vita di ognuno di noi in cui non si può più scegliere. Ed è in quel preciso momento che il Destino comincia a giocare. 
In questo nuovo capitolo della St. Jillian Saga, i nostri protagonisti si troveranno ad affrontare ciò che hanno sempre temuto: la consapevolezza che la Morte ci cambia nel profondo e che l’Amore non è un’àncora di salvezza, ma il peso che ti affonda. 
Mentre la guerra fra vampiri, lican e Cacciatori diventa sempre più violenta, una Profezia avrà il potere di cambiarne le sorti. Ma il Destino, questa volta, chi pretenderà in cambio?

Autrici:
  
Chiara e Marika hanno vissuto praticamente in simbiosi sin dalla prima elementare. Nonostante abbiano caratteri completamenti opposti, sono sempre state assieme, migliori amiche, unite contro tutto e tutti. Nate entrambe nel '91, a sei mesi esatti di distanza, hanno un amore sconfinato per i libri e la scrittura. Dopo l'università e l'erasmus, avrebbero voluto trasferirsi assieme in Scozia, ma il Destino ha deciso diveramente. Chiara ora studia alla Scuola Holden di Baricco, a Torino, mentre Marika sta frequentando un master del Sole 24 ore, a Roma.

Oggi chiacchieriamo con Chiara. Ecco le mie domande:


1) Per prima cosa benvenuta Chiara nel mio blog, questo nuovo spazio "Parola d'autore" è dedicato a far conoscere chi scrive, quindi preparati non parleremo solo della tua saga ma di te ^_^ però cominciamo con quella...com è nata la ST. JILLIAN SAGA? com è nato il primo libro della serie Lithium?

Lithium è nato grazie a un mio sogno, un sogno di più di sette anni fa. Il giorno dopo corsi a scuola da Marika e le dissi, senza troppi preamboli: "Ho in mente la trama di un libro. Tu lo scriverai con me!" Grazie al cielo Marika ha accettato!
Naturalmente poi la storia è stata rivista diverse volte, ma alcuni elementi originali come la costruzione del Muro di St. Jillian o la creazione della collana in Litio sono stati semplicemente sognati.


2) Oggi 7 marzo esce il secondo libro Iridium. Per un autore è sempre difficile "recensire" se stesso ma se dovessi scrivere la famosa fascetta che campeggia sulle copie cartacee appena uscite in libreria cosa scriveresti per iridium?

Scriverei sicuramente che è un libro molto diverso, rispetto al primo. I personaggi sono cresciuti, anzi sono stati costretti a crescere, alla fine di Lithium e ora si trovano diversi, cambiati, a volte addirittura persi in questa loro nuova vita che non riconoscono. Lo scopo, in Iridium, sarà appunto quello di ritrovarsi e imparare ad accettare che il Destino non è clemente con nessuno e che tocca a loro cercare di riscattarsi.


3) Quali sono le gioie e i dolori di scrivere a quattro mani? Raccontaci qualche aneddoto della stesura di Lithium e di Iridium
Ah, quante cose potrei raccontare! Le gioie direi che sono abbastanza condivisibili: ci sono due menti che ragionano sulla medesima trama, sui medesimi problemi, questo rende tutto più facile! Anche la stesura per noi non è stata affatto un problema, dato che ogni capitolo prende il nome e il punto di vista di un personaggio principale della saga, ci è bastato semplicemente dividerci i personaggi. Quello che non si direbbe, invece, è la difficoltà che si riscontra con i tempi di stesura. Avendo diversi impegni e diverse scadenze, spesso ci siamo ritrovate nella terribile situazione in cui una era costretta ad aspettare le necessità dell'altra, a volte persino rimandando la pubblicazione. Questo è il motivo che ha spinto infine Marika ad abbandonare il progetto. Purtroppo più si cresce, più crescono gli impegni e le difficoltà. Era molto più semplice quando eravamo alle superiori assieme! ;)

4) Qual è dei tuoi personaggi quello che senti più vicino e quello che invece avresti voluto uccidere dopo poche pagine? Scherzo, quello che è più distante da te?


Le due protagoniste, Cristina e Mya, ci rispecchiano nel profondo. Quindi Chrissie (Cristina) è sicuramente il personaggio che incarna la mia essenza e anche quello che maggiormente mi rappresenta. In Lithium non ho avuto problemi a legare con nessuno dei miei personaggi, tutti erano parte di me, in un certo senso. William era la mia parte folle; Katherine, la mia parte responsabile e per finire Samuel era il mio lato negativo, quello malvagio. In Iridium le cose si sono complicate, quando Marika si è vista costretta ad abbandonare il progetto. Dorian e Lucy (due suoi personaggi) sono stati abbastanza facili da scrivere, ma Mya (l'altra protagonista) non troppo. Marika ha uno stile di scrittura e un modo di pensare opposto al mio, motivo per il quale scrivere Mya è stato così dannatamente complicato.

5) Leggendo la tua biografia mi sembra di capire che la scrittura ha un ruolo fondamentale nella tua vita, frequenti la scuola Holden di Torino ma mi piacerebbe sapere: quando hai deciso che questa era la tua strada? In Italia la professione dello scrittore soffre la sorte dell'artista, vivere d'aria e d'applausi anche se produce un bene, il libro...è vero anche che molti scrivono senza un'adeguata preparazione...tu cosa ne pensi?

Non so bene quando l'idea abbia preso piede nella mia testa. Ho iniziato a scrivere quando avevo 8 anni, ma Lithium è stato il primo libro pubblicato e per pubblicarlo sono stati necessari 6 anni! Insomma, io e Marika non ci decidavamo proprio! Ho capito che lavorare nel mondo dell'editoria era il mio scopo probabilmente prima dell'Università. Ho scelto la facoltà di Lingue e Culture dell'Editoria, proprio perché ho pensato: "Okay. Magari non diventerò mai una scrittrice di successo, ma forse potrei aiutare una persona a diventarlo!" Poi però la scrittura ha preso di nuovo il sopravvento... Pensavo di andare in Scozia a studiare 'Creative Writing', ma la Holden mi ha rapito prima! ;)

6)Libro cartaceo e libro digitale, tu da che parti stai? La carta scomparirà? E più in generale cosa ne pensi della pubblicazione self, come la tua, e del ruolo dell'editore oggi?
Io sono una fautrice di entrambi i formati. Ho scoperto le gioie del digitale e del self quando ho infine deciso di pubblicare Lithium, prima anch'io ero una purista e affermavo che non avrei mai e poi mai comprato un e-reader. Devo ammettere che all'inzio è stato molto difficile, ma l'ebook ha dei vantaggi notevoli rispetto al libro di carta che non possono, a mio parere, più essere ignorati. Per quanto riguarda l'auto-pubblicazione, invece, io credo che sia un ottimo modo per iniziare. Quanti autori sono nati come self, prima di venire pubblicati da una grande casa editrice? Molti, anche troppi, ultimamente. Credo che il ruolo dell'editore tradizionale non svanirà così in fretta, anche perché ne abbiamo bisogno e questo non si può negare; credo anche, però, che la realtà dell'auto-pubblicazione sia il futuro e che le case editrici debbano imparare a convivere con questo nuovo mezzo. Probabilmente gli auto-pubblicati diventeranno il bacino da cui gli editori tradizionali preleveranno i loro futuri best-seller, come un test di prova o di valutazione in cui il primo step è piacere al pubblico di lettori.

Ringrazio Chiara per aver risposto alle mie domande.
Alla prossima parola d'autore.

domenica 17 novembre 2013

Intervista l'editore: Nativi Digitali Edizioni _editori di ebook esordienti

Cari bloggalettori,
chi mi segue da un pò, sà che sono una lettrice digitale, ormai quasi esclusivamente, e che sono una social addicted, termine molto di moda e "carino" per definire chi è parzialmente o totalmente dipendente dal web e dai socialmedia ^_^. In ogni caso torniamo al punto centrale del post di oggi, ho recentemente scoperto una nuova realtà nel campo editoriale e visto che mi sembra proprio un bel progetto, voglio farvelo conoscere.  
Nativi Digitali Edizioni è composta da Annalia e Marco, due giovani che hanno deciso di scommettere su loro stessi, accantonando le delusioni di un mondo del lavoro precario e senza grandi prospettive. E' per questo che quando li ho scovati su internet, ho chiesto loro di rispondere a qualche domanda. Curiosità mode-on...

1) Domanda d’obbligo per cominciare: com’è nata l’idea di un editore digitale di ebook esordienti?

Optare per l'editoria digitale ci è sembrata la scelta perfetta in quanto fa incontrare le due nostre più grandi passioni: la letteratura e la tecnologia. Puntare sugli esordienti ci sembra naturale perché, dopotutto, siamo esordienti anche noi! Inoltre riteniamo giusto dare spazio ai tanti talenti che magari sono rimasti tagliati fuori dalle maglie dell'editoria tradizionale.


2) Quale posizione pensate di occupare nel mercato editoriale italiano in un momento di grande mutamento come questo? Mi spiego meglio, le opportunità del digitale sono infinite e in particolare gli ebook hanno aperto la strada del self-publishing, voi vi proponete come soli editori digitali, ma non chiedete contributi per la realizzazione degli ebook, quali sono i vostri obiettivi?

Siamo consci che il mercato dell'editoria digitale è molto giovane e quindi instabile, ma proprio per questo diventarne parte è una sfida esaltante. Fenomeni sicuramente in crescita come quello del Self-Publishing non rendono inutili gli editori che puntano a rappresentare una nicchia, sia di autori che di lettori, selezionando proposte di qualità e originali, come stiamo facendo noi. Speriamo invece che rendano obsoleta l'editoria a pagamento.

3) Osservando il vostro sito se l’ebook ha sostituito il cartaceo, i social media hanno sostituito la distribuzione, pensate che questo sarà il futuro dell’editoria?

Non possiamo affermare che i social media saranno per forza il futuro dell'editoria, sicuramente sono il mezzo più veloce e economico da parte di un editore digitale per farsi conoscere. Ciò non vuol dire che altre forme di pubbliche relazioni (su altri siti, via email o, banalmente, con il buon vecchio passaparola) siano diventate inutili; una strategia di successo dovrebbe bensì integrare i vari canali del web tra loro, e l'online con l'offline.

4) Personalmente leggo ormai quasi esclusivamente in digitale, più economico, più comodo – non ho una piazza d’armi come casa e lo spazio per gli scaffali è esaurito – ma resto sempre un po’ delusa dal fatto che in commercio si trovino semplici testi digitalizzati, nessun contenuto in più o quasi. Eppure il digitale permetterebbe di creare un mercato nuovo. Tutto questo vaneggiamento è per chiedervi: secondo voi si può uscire dalla dicotomia: è meglio il digitale o il cartaceo? Sono due cose diverse o una sostituirà l’altra?


Pensiamo che i motivi di discussione su questo siano due: un'adesione troppo rigida al "modello libro", che non permette di cogliere appieno le opportunità offerte da un formato libero e multimediale, ma anche problemi di natura tecnica dovuti all'ancora scarsa adozione del formato epub3, molto più duttile e flessibile, in primis da parte dei "big" del mercato come Amazon. Riguardo alla dicotomia digitale/cartaceo, sempre più persone si stanno rendendo conto di come un formato non esclude l'altro, anzi. Recentemente abbiamo letto questo bell'articolo (http://www.the-digital-reader.com/2013/11/11/e-versus-print-burgers-steak/, in inglese), che dice che gli ebook stanno agli hamburger come i libri cartacei alla bistecca; capito il concetto? :)

5) Ok, adesso voglio sapere qualcosa in più su di voi. Da quante persone è composta Nativi Digitali Edizioni? Quali sono le vostre esperienze pregresse? Provenite dal campo dell’editoria o del web?

Siamo solo in due, la nostra storia è particolare perché siamo una coppia e il nostro ufficio per ora coincide con il nostro appartamento! Siamo Marco e Annalia, laureati rispettivamente in Semiotica e Scienze Politiche, non abbiamo mai lavorato in ambito strettamente editoriale (pur conoscendo molto bene l'ambiente "dall'altro lato della barricata”) mentre invece abbiamo forte esperienza, sia per lavoro che per passione, con il web e l'informatica.

6) Come affrontate la selezione di un testo?

Prima di leggere il testo integrale chiediamo una sinossi breve che sintetizzi trama e "spirito" dell'opera, qualche riga di biografia dell'autore e un estratto di circa diecimila battute. Se passa il "primo turno" leggiamo entrambi l'opera intera; esistono vari criteri che ci fanno propendere per un testo piuttosto che l'altro, ma i più rilevanti sono l'aderenza alla nostra linea editoriale, l'originalità e la "vendibilità" del concetto alla base del testo e, ovviamente, lo stile di scrittura.


7) Gli scrittori come possono sottoporre alla Nativi Digitali Edizioni i manoscritti? Di quali storie siete alla ricerca in questo momento?
Gli scrittori possono mandarci il materiale a info@natividigitaliedizioni.it, cerchiamo di rispondere il prima possibile a tutti. Non abbiamo predilezioni specifiche per genere, le storie che ci piacerebbe pubblicare dovrebbero essere originali, con un "concetto" evidente dietro e con un occhio a un pubblico giovanile e/o geek.


Presto sul blog vi presenterò anche i primi ebook pubblicati dalla Nativi Digitali Edizioni.
Nel frattempo che cosa pensate di questo nuovo progetto editoriale?





venerdì 14 dicembre 2012

Se un eReader e un libro s'incontrassero sul set di Toy Story

Negli ultimi scambi di commenti con una follower, lei capirà di sicuro di chi parlo :D, sono emerse le nostre preferenze di lettura per quanto riguarda il supporto. Io sono ormai passata alla squadra degli e-reader perchè mi basta un clic per avere un libro *alza gli occhi al cielo sognante e poi pensa che non giova alle sue finanze*, ma comprendo bene anche chi è rimasto affezionato alla carta stampata. 
Così mi è venuto in mente che loro non parlano mai. 
Loro chi?





SE UN EREADER E UN LIBRO S'INCONTRASSERO...



- Salta giù da quello scaffale - disse il Tablet - dai che dormono tutti. 
- Arrivo, ho una certa età e sono abbastanza stopicciato - rispose il libro - dove sei?
- Qua, sul divano, aspetta che faccio luce. 
Il tablet illuminò lo schermo e la copia di Twilight saltò giù dalla libreria. 
- Sei proprio antico - l'apostrofò il nativo digitale - e lento. 
- Vecchio, certo, sempre meglio che essere il bebè della lettura, ogni volta che si scarica la batteria, ti mettono a nanna e prendono me. 
- Solo perchè mi usa di più, sei geloso?
- Non dire scemenze!
- Io ho tante storie.
- Già, ma io sono la sua storia preferita, hai visto no? Mi rilegge.
- Perchè sei antico e ripeti sempre la stessa lagna.
- Sono stampato e bello. Sono vero, non un'immagine. 
- Stai scomparendo, ecco cosa.
Il libro girò la cover dall'altra parte, offeso. 
- Dai, scherzavo, lo sai che mi piace litigare - disse il tablet. 
- E a me piace essere dispettoso - rispose il libro. 
La copia di Twilight si avvicinò al tablet e saltò sul pulsante di accensione. 
- No - urlò l'eReader. 
Ma poi la luce svanì.
 - Fai la nanna bimbo digitale, se ci sono da secoli c'è un motivo - disse il libro e si sdraiò sul divano a godersi la notte. 





A volte mi piace tornare bambina e pensare ai miei libri come se fossero sul set di Toy Story, ma adesso tocca a voi. 
Che supporto preferite per leggere?
Quali sono pregi e difetti della lettura in digitale?
Perchè preferite la carta?
Secondo voi possono convivere o il digitale soppianterà la stampa?

giovedì 6 dicembre 2012

Dai libri Pop-Up al touchscreen. Letture per bambini, oggi.

 Come sarebbe essere bambini oggi, con le tecnologie touchscreen? E' una domanda che mi sono fatta spesso, anche perchè, oltre al genere Young Adult, adoro scrivere storie per bambini.
E' grazie alle storie per i più piccoli che ho cominciato a leggere, e da lì è nata la passione per la scrittura, diciamo pure che da lì è nato tutto quello che da adulta mi appassiona. Inoltre non sò se vi siete mai soffermati ad osservare i bambini/ragazzi in libreria, a me capita. Si aggirano fra gli scaffali senza una meta precisa, ma quando individuano quello che vogliono, afferrano il libro e corrono dai genitori urlando: "questo! questo!".

Il mio più grande sogno è essere l'autrice di "questo! questo!".
Al momento su carta non è uscito niente di mio, ma oltre un anno fà, accompagnando l'illustratore Marco Bregolato *qui il suo sito e i suoi bellissimi lavoro* alla Fiera del Libro per Bambini di Bologna ci siamo imbattuti in Play Tales. Una società spagnola, ma ormai presente in Usa, Asia e quasi tutta Europa, che offre la possibilità di pubblicare in digitale libri per bambini.
Somigliano ai cari vecchi Pop-Up illustrati in carta, come concetto, o almeno a me fanno pensare a quelli, ma sono completamente animati.
Da quest'incontro ho ripreso in mano una vecchia storia: "Nella Coccinella Monella e il libro magico" che avevo scritto prima del touchscreen e dei tablet, ma che a posteriori, parla proprio di questi device, che altro può somigliare oggi ad un libro magico se non un tablet?
E ci siamo messi al lavoro: disegni, editing, montaggio dell'animazione.
Alla fine ne è uscito questo e-book animato per bambini in italiano e inglese, con voce narrante, realizzato grazie alla collaborazione di tanti amici, in particolare per quello che riguarda la lingua inglese.
Dato che questi e-book funzionano solo se scaricati su un device touchscreen, attraverso l'applicazione PlayTales che è gratuita negli App Store, sia Android che Apple, ho realizzato un video per ciascuna lingua:








Su PlayTales c'è una libreria piena di titoli per bambini, tutte letture animate e in tante lingue. 
Non so voi, ma a me sarebbe piaciuto essere bambina nell'era del touchscreen.

lunedì 29 ottobre 2012

How Authors Write

Scorrendo i tweet del mio profilo ho visto un articolo segnalato da lastampa.it e così sono andata a leggere http://www.technologyreview.com/review/429654/how-authors-write/
Come scrivono gli autori oggi? 
E' una domanda che confesso mi sono fatta più volte pensando a pubblicare qualcosa esclusivamente in formato ebook. In Italia si assiste alla semplice digitalizzazione del libro cartaceo ma in effetti quando leggo un ebook che non ha niente in più della semplice scrittura mi domando perchè. 
Il canale digitale apre la strada a contenuti di ogni tipo da poter regalare al lettore e credo che abbia ragione Jason Pontin sulla Mit Technology Review. 
Le nuove tecnologie e i social non possono essere visti come meri canali distributivi, vanno creati prodotti letterari ad hoc. Non perchè l'ebook deve avere qualcosa in più, ma perchè sono due prodotti diversi. Come lettrice sono la prima a scegliere la versione cartacea e patinata di una storia che adoro, o di un autore a cui sono affezionata, ma se di quel libro esistesse una versione digitale con contenuti in più forse le acquisterei entrambe.
Voi cosa ne pensate?