Visualizzazione post con etichetta the body finder. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta the body finder. Mostra tutti i post

giovedì 8 novembre 2012

Violet, the body finder


Entrai nello studio dentistico associato e una ragazza dal sedere grosso e lenti spesse, mai vista prima, mi indicò di accomodarmi nella sala d'aspetto. 
Feci in tempo a tirare fuori il libro dalla borsa che riapparve. 
- Violet, vieni - disse.
La seguii lungo il corridoio fino all'ultima stanza, lei si fermò e guardò la porta. 
- Prego.
- Grazie - risposi mandando dietro l'orecchio un ricciolo ribelle. 
Afferrai la maniglia, ma qualcuno, dall'altra parte, aveva fatto lo stesso e mi sentii strattonare in avanti, tanto che inciampai. Fu il ragazzo con la divisa azzurra sterile e la mascherina legata al collo a frenarmi; o meglio, fu il suo petto ad interrompere, come un muro, la mia caduta. 
- Scusa -  bofonchiai mentre riprendevo le distanze. 
Aveva capelli corti e ricci, castani, più lunghi nel ciuffo che gli incorniciava gli occhi color ghiaccio. Era nuovo anche lui.
Detestavo andare dal dentista perchè era pieno di echi di dolore, flebili, non di morte come in ospedale, ma erano migliaia e pervadevano ogni stanza, e mi confondevano. 
Il mio non era solo un dono ingombrante, era invalidante, almeno socialmente parlando. Non potevo sapere, come, dove o quando; le voci di morte e dolore mi arrivavano come frustate sulla schiena o schiaffi. Non potevo prevederle e non ero in grado di gestirle. Capitava che mi ritrovassi così, impalata come un'ebete davanti ad un uomo bellissimo. 
- Violet, tutto bene? E' solo una pulizia dentale, non farà così male ... - disse.
Riuscii solo ad annuire. 
C'era una eco fortissimo in quella stanza, ora ne ero certa, e non capivo se provenisse dal trentenne che mi sorrideva compiaciuto e sicuro del suo fascino, o se era lontana nel tempo, legata alla struttura. Qualcuno morto costruendo il palazzo. 
Certo ero in allerta, alcune compagne di scuola, sparite nel nulla, le avevo ritrovate morte e dell'assassino non si sapeva niente, non ancora ... 




Furto da "La collezionista di Voci", ed. Mondadori, autrice Kimberly Derting.
Personaggio preso in prestito: la protagonista Violet. 


Come ho già detto questo spazio "Personaggi in prestito" non deve essere inteso come denigratorio delle opere da cui vengono presi in prestito i personaggi. E' un laboratorio di scrittura online, dove sperimento. Spesso leggendo un libro mi capita di pensare ad altre possibili situazioni in cui vedo muoversi i personaggi, alcune sono più forti di altre e le scrivo. 
Ho già detto nella recensione di questo libro che avrei preferito vedere una Violet narrata in prima persona, beh l'ho sperimentato. 
Buona lettura :) 
E voi l'avete letto? Cosa ne pensate del libro?

giovedì 1 novembre 2012

Un coro fuori tempo

 Quarta di copertina:

Un potente paranormal thriller che alterna la prospettiva delle vittime e quella del carnefice: una caccia in cui la preda diventa predatore. E viceversa.

Violet è una ragazza con uno strano potere: riesce a percepire le impalpabili tracce sensoriali che la morte dissemina sul proprio cammino. All’inizio sono solo animali del bosco vicino a casa, le creature di cui annusa l’agonia. Ma quando a otto anni trova il cadavere di una ragazza, Violet comprende che il suo dono avrà conseguenze inimmaginabili. E con il tempo intuisce che non solo le vittime, ma anche gli assassini emanano un’impercettibile scia che odora di sangue. A sedici anni sembrerebbe l’unica persona al mondo in grado di identificare un pericoloso serial killer che pone fine a giovani esistenze in fiore. E a conoscere il segreto di Violet è solo Jay, il suo migliore amico che piano piano si trasformerà in qualcosa di più.

Titolo: La collezionista di voci
Titolo originale: The body finder
Autore: Kimberly Derting
Editore: Mondadori
Prezzo: 17 euro
Pagine: 320


Recensione: Un coro fuori tempo

Una bella storia, un'idea originale, peccato la scelta di narrare in terza persona. 
E' un libro che poteva aspirare a molto di più, l'intreccio è molto curato, ricco di colpi di scena e l'incursione del punto di vista di chi uccide rende tutto più intrigante. Per non parlare della storia d'amore tra la protagonista Violet e il suo Jay. 
Per tutti questi motivi non riesco a capire perchè scrivere questa storia in terza persona. 
Il narratore esterno vanifica l'enorme sforzo di coinvolgimento dell'intreccio narrativo. 
Violet ha la capacità di sentire gli echi della morte e di individuare cadaveri ma anche assassini, allora mi domando: perchè non farli sentire al lettore?
Mentre leggevo questo libro mi sono mangiata le mani più volte perchè avrei voluto approfondire le senzazioni della protagonista sia riguardo alle sue capacità paranormal che al suo travolgente amore per il migliore amico. 
La voce del narratore rallenta l'intera narrazione e per quanto mi riguarda, crea un certo distacco. Non lo si avverte solo nei corsivi in cui il punto di vista è del killer. 
Insomma sarebbe stata una lettura da cinque gatti neri se al posto del punto di vista di Violet, l'autrice avesse scelto di parlare per lei. 
E' una narrazione ricca di emozioni che però diventano tiepide attraverso il filtro del narratore. Sono un pò dispiaciuta, non lo nego, perchè l'idea di percepire gli echi della morte mi attraeva moltissimo. 
Sforzandomi di non pensare a questo, in generale il libro è una piacevole lettura ma non posso dire che rientri in quei libri da cui non puoi staccarti. I personaggi sono carini ma restano avvolti nella nebbia, non riescono ad emergere dalle pagine, ho avuto questa sensazione. Ci sono molti nomi, tanti personaggi e a volte mi confondevo. Segnale che il personaggio è "timido" - così lo definisco - ovvero non ha lasciato un'impronta nella mente del lettore. 
Ultima annotazione, avrei lasciato il titolo originale. Per quanto nel libro l'autrice definisce le impronte di morte come voci o echi, non è proprio una collezione quella che Violet sta facendo, anzi per la protagonista è un grosso sforzo percepire e comprendere la morte. The Body Finder era senz'altro più adatto e onestamente più intrigante. Quello che mi ha guidato all'acquisto del libro è stata l'immagine della cover, più che il titolo.